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Milano
dal 12 febbraio al 5 aprile 2020

“Caro Gianni, Come in un specchio… Quanto lontana sembra questa tua fotografia dall’enigma di Bergman…è una fotografia che nella nebbia, con un sapiente gioco di specchi, cerca di catturare un raggio di sole”.

Mimmo Paladino

Attraverso un gioco di luci e ombre e di riflesso e rimando continuo tra l’occhio del fotografo e la realtà immortalata dalla sua Leica, le fotografie di Gianni Berengo Gardin hanno raccontato un’epoca, accompagnato e a volte costruito una visione.

In oltre sessant’anni di carriera, la vita del fotografo è stata caratterizzata anche da molti incontri, ed è proprio da questi che ha origine l’idea di questa mostra: ventiquattro protagonisti dell’arte e della cultura hanno scelto e commentato ciascuno una fotografia scelta nel suo immenso corpus fotografico. Si tratta di amici, intellettuali, colleghi, artisti, giornalisti, registi, architetti. I loro testi, accostati a ciascuna delle 24 foto selezionate, permettono ancor di più di ragionare sul valore di testimonianza sociale ed estetica delle immagini esposte.

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