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Città di mare e città di confine. Città in cui il l’Adriatico entra in Piazza Unità, la più grande piazza europea che affaccia sul mare.

A separare pietra e acqua c’è la seconda attrazione più famosa di Trieste, il Molo Audace, il nome del cacciatorpediniere che, per primo, approda dopo la fine della Prima Guerra Mondiale e l’annessione all’Italia.

In Piazza Unità affaccia Caffè Tommaseo, fra i preferiti di James Joyce. Qui si incontrava con Italo Svevo, suo grande amico e suo allievo di lingua inglese.

Joyce e Svevo sono alcuni dei grandi narratori che vivono a Trieste e che tentano di raccontarla, di restituirne i segreti. Umberto Saba dedica molti versi alla sua città “pensosa e schiva”, così come Claudio Magris tesse nei suoi libri una possibile carta d’identità: di frontiera, mitteleuropea, in bilico tra confini fisici e invisibili.

Un città che sta sul mare, ma che si inerpica su un colle e che su quel colle dispone chiese, edifici storici, splendidi scorci da ammirare. Lo stesso mare su cui si tiene la Barcolana, una storica regata velica internazionale, famosa per essere una delle regate con più alta partecipazione e tra le più spettacolari ed emozionanti.

Una città in cui è difficile dare una chiave di lettura definitiva, anche perché, in certe giornate, la bora che soffia oltre i 100 all’ora viene a scompigliare ogni cosa. Confonde e mette a soqquadro tutto.

Trieste è una città ricca di storie e di arte. I musei civici danno uno spaccato perfetto per inoltrarsi nella sue tante trame, misteriose e sorprendenti. Chi vuole visitare i musei civici ha a disposizione una card che permette di entrare senza fare code e a prezzi ribassati.

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