A dieci anni dalle scosse sismiche che nel 2016 hanno profondamente segnato il Centro Italia, il Ministero della Cultura, tramite il Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale e la Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, ha promosso la campagna di iniziative denominata “A dieci anni dal sisma (2016–2026)”. L’obiettivo è condividere con la cittadinanza le attività intraprese dal Ministero, attraverso i suoi organi centrali e periferici, nel lungo percorso di tutela, conservazione e ricostruzione di una parte significativa del patrimonio culturale nazionale.
Nell’ambito delle giornate di valorizzazione dei beni culturali, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata apre straordinariamente al pubblico alcuni cantieri e luoghi della tutela. Verrà raccontata la storia dei siti scelti, mostrando le ferite causate dal terremoto e il complesso processo di salvaguardia compiuto in questo decennio. Un racconto che parte dall’emergenza di quell’agosto, attraversa le fasi di messa in sicurezza e approda al restauro e al recupero: un percorso verso un lieto fine annunciato, perché ogni architettura restituita alle comunità rappresenta un epilogo positivo che vince sulla distruzione del sisma.
L’apertura straordinaria dei cantieri e dei luoghi della tutela costituisce l’elemento caratterizzante dell’iniziativa: cittadini e visitatori potranno accedere a spazi normalmente non visitabili, comprendere gli interventi realizzati o in corso e scoprire da vicino il lavoro delle professionalità impegnate nella salvaguardia dei beni. Il decennale diventa così un’occasione di conoscenza, partecipazione e consapevolezza sul processo di ricostruzione. Il progetto assume in questo modo una profonda valenza istituzionale, capace di raccontare la missione del MiC e delle Soprintendenze attraverso l’attività quotidiana di tutela, fatta di sopralluoghi, studio, ricerca, progettazione e monitoraggio costante durante l’esecuzione dei lavori.
“A dieci anni dal sisma (2016–2026)” è un’occasione unica per rendere partecipi i cittadini di un percorso, prima amministrativo e poi di cantiere, in cui si incontrano storia, studio, conoscenza, saper fare, esperienza e professionalità. Ogni giorno si compiono piccoli passi verso la restituzione alle comunità di luoghi a loro cari, legati anche agli affetti che non ci sono più; è proprio per questa catena di invisibile appartenenza che tali luoghi assumono un valore estraneo a ogni logica di mercato, ma inestimabile in termini di sentimento.
Aprire questi luoghi, raccontarne la storia e mostrare i cantieri, i laboratori e le attività che normalmente restano invisibili al pubblico significa rendere concreto e comprensibile il lavoro di tutela. Questa è una parte essenziale della missione del Ministero della Cultura e della Soprintendenza: conoscere, proteggere, conservare e valorizzare il patrimonio culturale, assicurandone la trasmissione alle generazioni future.
