“Sancta Maria in Lapide” fu l’antico nome della Terra di Montegallo sicuramente fino all’VIII sec. e forse anche più tardi, dall’omonima chiesa del luogo, così detta forse per il grande masso tufaceo che la sovrasta o forse perché nei suoi pressi era una lapide miliare dell’antica via Salaria.
La Chiesa di Santa Maria in Lapide sorge su un nucleo originario anteriore al XIII secolo, caratterizzato da una cupola ottagonale e un alto campanile a vela. Tra i secoli XV e XVI i Monaci Benedettini vi edificarono il convento e la ampliarono a tre navate. Tra il 1955 e il 1958 una radicale ricostruzione ne alterò l’assetto trasformandola a croce latina con aggiunta di una nuova navata (successivamente demolita), ortogonale all’organismo rinascimentale.
I dissesti idrogeologici del 1959 ne causarono la chiusura nel 1962, mentre i terremoti del 1972 e 1979 arrecarono gravi danni strutturali alla cupola e alla facciata, compromettendone la stabilità nonostante i successivi restauri.
Gli interventi eseguiti tra il 1973 e il 1998 hanno mirato al consolidamento strutturale della chiesa.
A seguito degli eventi sismici del 2016 il complesso edilizio è stato interessato da danni rilevanti con conseguente inagibilità.
I danni hanno interessato principalmente la vela campanaria con il crollo della vela minore e la rotazione alla base della vela principale con principio di ribaltamento. La caduta dei conci ha determinato danneggiamenti al manto di copertura, causa, delle cospicue infiltrazioni di acqua piovana interne. Sono presenti lesioni sulle pareti verticali con distacchi tra la muratura perimetrale dell’aula ed il corpo originale della Chiesa, in particolare risultano evidenti delle lesioni subverticali in corrispondenza delle murature ai lati dell’arco trionfale. Sono inoltre presenti lesioni di minore entità sulla cupola e sui divisori interni della canonica.
Gli interventi prevedono la riparazione delle murature tramite scuci-cuci, risarcitura di lesioni, cerchiature antiribaltamento e inserimento di tiranti e diatoni. Si procederà alla ricostruzione della vela campanaria minore crollata con riutilizzo dei blocchi originari e ad ancoraggi strutturali profondi. Saranno eseguiti il ripristino e l’impermeabilizzazione delle coperture, la sostituzione delle travi lignee ammalorate e l’ancoraggio delle capriate alle pareti. Le lavorazioni si concluderanno con il rifacimento degli intonaci deumidificanti, la tinteggiatura, la pulitura delle facciate e la posa della linea vita.
