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Vi si accede percorrendo il camminamento di ronda lungo le mura orientali del Castello. Fu ampiamente rimaneggiata alla fine del ’300 per iniziativa del vescovo Giorgio di Liechtenstein, che trasformò l’antica struttura sopraelevando la torre, chiudendone il lato verso la città e ricavando al suo interno alcuni ambienti ad uso privato, lontano dagli spazi adibiti a funzioni militari e di rappresentanza del Castello del Buonconsiglio.

Nella sala principale, al secondo piano, le pareti sono decorate con il celebre ciclo dei Mesi, raffigurati in riquadri separati da sottili colonnine che tuttavia non interrompono la sequenza dei mesi e la rappresentazione del fluire del tempo nell’avvicendarsi delle stagioni.

Questi affreschi costituiscono, con particolare riferimento al Trentino, uno dei documenti figurativi più rari e preziosi della vita economica e sociale tra la fine del ’300 e l’inizio del secolo successivo, rappresentando sia gli svaghi del ceto nobiliare, sia il lavoro dei contadini, impegnati nei campi secondo l’alternarsi delle stagioni. Il mutare della natura è descritto con sensibile attenzione: il paesaggio spoglio e imbiancato dalla neve nel primo mese dell’anno diventa rigoglioso di vegetazione in primavera; le messi estive segnano il momento culminante dell’attività agricola, mentre gli alberi nel mese di novembre sono circondati dalle foglie cadute a terra.

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